Marlene Kuntz - Impressioni di Settembre (drum sheet music)
Marlene Kuntz - Impressioni di Settembre (drum sheet music)
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Informazioni Generali
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Titolo: Impressioni di Settembre
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Versione: Marlene Kuntz (cover della PFM)
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Compositori originali: Franco Mussida (musica), Mogol e Mauro Pagani (testo)
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Genere (cover): Rock alternativo, Post-rock, Noise-rock
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Durata: Variabile a seconda dell’esecuzione live (circa 5:00–6:30)
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Etichetta (originale): Numero Uno
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Pubblicazione cover: Non rilasciata ufficialmente in album di studio, ma eseguita in live e tributi
Contesto e Significato del Brano
"Impressioni di Settembre" è un brano profondamente poetico e introspettivo, che evoca lo stupore per la natura, la percezione del tempo che cambia, e una forma quasi estatica di malinconia. La versione originale della PFM è sospesa, contemplativa, legata al progressive rock sinfonico. I Marlene Kuntz, invece, reinterpretano il brano in chiave più oscura, emotivamente cruda e viscerale, accentuando l’aspetto malinconico e alienato del testo.
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Tema principale: Meraviglia e inquietudine dell’uomo di fronte alla natura e al passaggio del tempo.
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Frasi emblematiche:
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"Impressioni di settembre / che valzer di foglie rosse gialle e marroni..." → Una sinestesia visiva e sonora del cambiamento stagionale.
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"Che strane le mie impressioni di settembre..." → L’io lirico si interroga sul senso del tempo e della percezione.
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"Dove andranno i temporali quando l’estate finirà?" → Metafora poetica del ciclo naturale e interiore.
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Rilevanza attuale: Ancora oggi la canzone parla a chiunque si fermi a riflettere sul fluire del tempo e sulla bellezza malinconica delle cose.
Caratteristiche Tecniche Musicali
Tonalità e Struttura
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Tonalità (versione Marlene Kuntz): Restano in tonalità minore, molto probabilmente La minore (A minor), ma l’arrangiamento è più scuro e ruvido rispetto all’originale.
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Struttura:
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Intro: Arpeggio di chitarra filtrata/distorta, ambiente sonoro rarefatto.
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Strofa: Voce bassa, quasi parlata, con accompagnamento minimale e suoni ambientali/noise.
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Crescendo: La tensione cresce lentamente, con batteria e basso che si fanno più presenti.
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Esplosione finale: In alcune versioni live, si arriva a un climax sonoro molto intenso e viscerale.
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Outro: Spesso strumentale, con dissolvenza o coda ambient/noise.
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Melodia e Armonia
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Melodia: Conserva la struttura originale, ma viene cantata in modo sofferto, emotivamente grezzo, con fraseggi vocali meno puliti e più teatrali.
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Armonia: Gli accordi base sono quelli dell’originale, ma con un uso maggiore di distorsioni, dissonanze e arrangiamenti meno lineari.
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Vocalità: Cristiano Godano canta con un’intensità intima e tormentata, sottolineando la malinconia del testo in modo quasi drammatico.
Caratteristiche Ritmiche
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Tempo: Lento/Moderato (circa 68–72 BPM), molto più cupo rispetto all’originale.
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Batteria e Percussioni: Uso minimale ma presente, spesso giocata su sospensioni, piatti aperti e accenti irregolari.
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Basso: Ricco di sustain, profondo e presente, crea una base quasi ipnotica.
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Chitarre: Arpeggi dissonanti, effetti ambient e delay, con esplosioni sonore tipiche del noise-rock.
Uso dell’Elettronica e Produzione
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Strumentazione: Chitarre elettriche trattate, effetti ambientali, basso, batteria essenziale.
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Produzione: Essenziale e ruvida, volutamente sporca. Le versioni live privilegiano l’impatto emotivo più che la pulizia sonora.
Successo Commerciale e Impatto Culturale
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Ricezione critica: Apprezzata dai fan della band e dagli amanti delle reinterpretazioni alternative.
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Esecuzioni dal vivo: Spesso suonata in omaggi o contesti particolari, mai come hit da concerto, ma come brano evocativo.
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Influenza: È un esempio di come il rock alternativo italiano può reinterpretare i classici del prog con nuova sensibilità e stile.
Legacy e Rilevanza del Brano nel Tempo
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Percezione nel tempo: La versione originale della PFM è ormai un classico, ma quella dei Marlene Kuntz aggiunge uno strato di decadenza postmoderna che lo rende attuale in un altro modo.
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Tematiche attuali: L’inquietudine e la ricerca di senso sono centrali oggi come nel 1971.
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Influenza su altri artisti: Ha incoraggiato altri gruppi italiani a rileggere la tradizione in chiave noise, post-rock e alternativa.
Conclusione
La versione dei Marlene Kuntz di Impressioni di Settembre è una trasfigurazione poetico-sonora di un classico del progressive italiano. Mentre la PFM cantava la bellezza del cambiamento con stupore e leggerezza, i Marlene ci portano dentro una visione più cupa, esistenziale e cruda, tipica della loro poetica. È un esempio splendido di come una cover possa riscrivere il senso di un brano senza tradirlo, ma anzi, aggiungendo nuovi livelli di profondità emotiva.
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